Trend sociali

Dalla lista alla mappa: è il momento dell’Umanesimo Digitale

Stefano Saladino

Avete anche voi la sensazione che in questi ultimi mesi siamo stati impegnati a compilare tante liste?

  • La lista dei cambiamenti in atto.
  • La lista dei possibili scenari.
  • La lista dei Piani A e poi dei Piani B.

Il cambiamento ci ha sorpreso impreparati e ci ha travolto. La mente umana ha bisogno di catalogare ciò che accade per poterne prendere le misure.

Fare liste è il nostro tentativo di tenere sotto controllo la porzione di mondo che abbiamo intorno. Un’attività utile e, per la nostra biologia cognitiva, necessaria.

Il pericolo, tuttavia, è che nella compilazione di liste l’attenzione si frammenti al punto da smarrire la visione d’insieme. Un pericolo che non possiamo correre, soprattutto in questo momento: facciamo liste per comprendere da dove veniamo e verso dove andiamo, non solo per fare un consuntivo giornaliero/mensile che ci dia la misura di quanto il nostro bilancio (emotivo, energetico ed economico) sia vicino al rosso.

Più che mai in questo momento abbiamo bisogno che la visione di analisi si apra ad un panorama d’insieme.  Scontiamo diversi limiti: una società che fatica ad accogliere i dati come strumento di guida, oltre che di analisi e che non è abituata a ragionare in termini di futuro per una comunità nel suo insieme, ma si focalizza troppo spesso sulle singole spinte di parte.

Il continuo rincorrersi dei provvedimenti del Governo certamente non aiuta, così come è ancora appannata la lettura dei dati che rimangono macro-categorie dentro cui ci ritroviamo a navigare a vista. D’altra parte, se c’è una cosa che abbiamo imparato in questi mesi, è che non siamo più nelle condizioni di demandare a forze esterne la buona riuscita di qualunque azione: ogni mascherina conta per sé e ciascuno è un potenziale focolaio o alfiere della salute pubblica.

In questo contesto, forse, c’è bisogno per un attimo di alzare gli occhi dalla lista.

Abbiamo bisogno, adesso, di fare sintesi, allargare il respiro e pensare alla parola “futuro”.

Lo scorso 9 ottobre è stato presentata a Milano la versione italiana del Manifesto di Vienna per l’Umanesimo Digitale, sottoscritto a maggio 2019 da studiosi, ricercatori, intellettuali, che si interrogano sullo sviluppo futuro delle tecnologie, per comprendere e guidare quale sarà l’impatto sulla vita dell’uomo e sugli ecosistemi. Non è solo una questione di immaginare e limitare i danni: il Manifesto prova a disegnare lo sviluppo per guidarlo.

“Ogni sperimentazione è una co-evoluzione della tecnologia e della società”

Recita tra i vari punti analizzati. Di fronte a questa necessità di trovare un linguaggio comune tra analitico e visionario, tra privacy e libertà, tra responsabilità e impatto, crediamo che la formazione continua sia un tassello fondamentale per non perdersi per strada. Perché l’epoca dell’iperspecializzazione lascia il passo a una nuova via: quella dell’Umanesimo Digitale, appunto, dove ciascuno ha la possibilità, allungando una mano, di fare click sulle vite degli altri.

Anche noi stiamo lavorando a un manifesto, più specifico sull’idea di Rinascita e alla formazione continua. Vorremmo fosse un lavoro partecipato e vi chiederemo di darci una mano.

Perché non vogliamo rischiare di ritrovarci con le tasche piene di liste e nessuna mappa in mano.

Stefano Saladino

CEO - Founder & Project Leader

Imprenditore, formatore, consulente: diversi modi di aiutare le imprese ad innovare la propria presenza sul mercato, affiancando i team interni nello sviluppo di progetti innovativi di marketing e comunicazione. Dedito da sempre alla diffusione della cultura digitale che l’ha portato a realizzare importanti eventi a livello nazionale tra i quali il Digital Festival ed il JobMatching.

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