Employability

Hai la stoffa per essere un buon leader?

Giulia D'Innocenti

Non sempre chi guida un team o un’azienda ha l’indole per farlo, ma cosa significa essere un buon leader e cosa li contraddistingue? Soprattutto, quali sono le cause di una leadership non funzionale?

Dalla teoria...

Le teorie sulla leadership sono svariate, ma cerchiamo di fare il punto della situazione.
Come si può riassumere questo concetto così complesso?

Daniel Goleman, psicologo americano, definisce la leadership come la capacità di indirizzare le persone verso un obiettivo comune ottimizzando il lavoro.
Lo studioso evidenzia sei stili principali di leadership.

...alla pratica

Ma nel quotidiano cosa vuol dire essere un buon leader?

Dobbiamo fare un passo indietro: una leadership ottimale afferisce all’area delle emozioni e si basa su una forte componente empatica. Non abbiamo bisogno di tecnici perfetti, ma di persone che sappiano condurre un gruppo.

Inoltre bisogna considerare che questa componente empatico-emotiva è sì sviluppabile, ma in buona parte innata. D’altra parte non tutti hanno l’obbligo o l’aspirazione di essere leader.

Questo tipo di sensibilità è indispensabile per costruire un team solido ed un clima confortevole in cui tutti possano esprimersi.

Come si riconosce un buon leader?

Vi chiederete, come si può riconoscere un leader qualificato?

Potrà sembrare scontato ma i migliori indicatori sono i risultati.
Essere un buon leader vuol dire avere la capacità di farsi seguire dai propri collaboratori, in modo da raggiungere insieme gli obiettivi prefissati.

Gli obiettivi raggiunti, magari anche con alti standard di qualità, e l’affiatamento del team sono sicuramente dei segnali positivi.
Ovviamente anche la soddisfazione delle risorse è un KPI eccezionale.
Una risorsa valorizzata lavorerà con entusiasmo e determinazione, al contrario dover sopportare un pessimo capo è una delle principali cause di dimissioni.

Necessari per un buon leader sono poi la competenza (ovviamente), il confronto, la comunicazione continua, l’onestà intellettuale nel riconoscere i propri errori e chiedere scusa.

“Essere un buon leader vuol dire creare un ambiente in cui le risorse siano valorizzate e trovare l’equilibrio ottimale tra competitività e benessere aziendale”

I danni di un leader autoritario

Come già anticipato, l’effetto più evidente di una leadership che non funziona è il fatto che i migliori talenti scappino!

Del resto perché rimanere in un ambiente in cui non è possibile esprimersi e migliorarsi?
Anche questo è un altro elemento centrale: un leader poco capace non istituisce il confronto con i suoi collaboratori.

Questo perché non ha ricevuto una formazione manageriale mirata o molto più semplicemente perché non ha voglia di gestire un confronto produttivo ed un rapporto aperto e sereno.

Memento: la leadership è anche e soprattutto una questione di indole!

Perché scegliere un capo incapace?

Ma perché chi non è in grado si trova a rivestire posizioni apicali?

Le cause possono essere svariate e dipendono certamente dal contesto specifico.
Ma non sempre la colpa è, in buona o cattiva fede, dell’organizzazione.

Almeno tre cause sono da ritrovarsi in processi sedimentati e impliciti nelle organizzazioni.

Meidei HR, we have a problem!

A fronte di una leadership fallace, l’HR può migliorare la situazione?
Considerate le differenze, dovute al contesto ed alla situazione, ci sono svariati ambiti in cui l’HR può operare in tal senso.

Il primo asso nella manica delle risorse umane è la formazione: ovvero programmi formativi per i manager che ne colmino le lacune.

Inoltre il ruolo degli HR è chiave nell’analisi delle problematiche e nel sostegno dei manager.
Si tratta quindi di una facilitazione “dietro le quinte”, per consolidare a piccoli step una cultura funzionale. Una cultura che generi a sua volta un clima confortevole, team coesi mossi da una visione comune, feedback strutturati ed una comunicazione interna costruttiva.

Giulia D'Innocenti

Content Creator

Il mio percorso professionale mi ha portato a spaziare dalla psicologia all’ambito della comunicazione e del marketing, passando per il mondo delle risorse umane, specialmente nei settori del recruiting e dell’employer branding. Sono appassionata del mondo digitale e di tutte le sue applicazioni, soprattutto le più innovative. Mi occupo della creazione di contenuti per la comunicazione social e di copywriting per contenuti di blog.

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