State of Marketing

Il tuo brand ha la febbre? I segreti di una comunicazione virtuosa

Martina Cogliati

Negli ultimi tempi prestiamo molta attenzione alla nostra salute. Quanto spesso infatti ci siamo ritrovati a misurare la febbre? E’ importante sapere che non solo gli organismi si ammalano, ma anche la comunicazione. E questo i brand dovrebbero iniziare a capirlo. La comunicazione virtuosa è una comunicazione priva di patologie o stati influenzali.

Paolo Guglielmoni, in arte il Dott.Copy, head of experience di Healthware Group, ci dice come raggiungere questo stato di salute nel suo libro La salute delle brand ai tempi del contagio.

Il tuo brand è malato se...

I due principali sintomi di una comunicazione patologica sono:

  1. Omologazione: in questo periodo di cambiamento e di crisi, alcuni brand sono caduti nella trappola della sopravvivenza. Sopravvivere significa omologarsi. Significa perdere una comunicazione virtuosa che invece è sinonimo di autenticità e capacità di utilizzare la creatività per differenziarsi nel mercato. La domanda che i brand devono sempre porsi è: cosa mi rende diverso agli occhi del pubblico rispetto ai miei competitor?
  2. Viarrea da brand: è un neologismo colorito, ma che rende bene l’idea. E’ un sintomo a metà fra la diarrea e il raffreddore virale. La comunicazione affetta da viarrea si ha quando un brand non riesce a descrivere il suo intento in poche ed efficaci parole. Perché? Molto probabilmente perché non ha chiara la sua identità e gli obiettivi da raggiungere.
“La comunicazione è figlia della società in cui nasce”

La consapevolezza è il primo antidoto

Stare lontani da omologazione e viarrea è possibile solo se ne si è consapevoli. Per agire una comunicazione virtuosa è necessario prendere coscienza che esistono queste due patologie e da lì progettare un piano d’azione su misura per uscirne e poter incanalare nel modo più proficuo la propria creatività. E’ un po’ come avere del talento per qualcosa, ma l’esercizio, la disciplina e il focus sono essenziali per svilupparlo nel tempo e farlo diventare una dote che include anche la parte razionale e progettuale.

Lo Humor è un vampiro virale

Esistono 7 leve curative che rendono la comunicazione virtuosa, a patto però che si sappiano usare nel modo giusto, perché altrimenti diventano solo armi a doppio taglio che a lungo andare creano il terreno per una comunicazione patologica. Partiamo dallo Humor.

1.Humor: Il vampiro humor ha i poteri virali dell’empatia e della memorabilità. Per trasformare il vampiro in alleato, e usare il suo potere a proprio favore. Il passaggio deve essere immediato, non filtrato dalla risata. Lo humor deve essere ben calibrato e sottile, deve “far sorridere” e consentire al brand di far passare il suo messaggio.

Attenzione a Shock e Influencer

Procedendo tra i più significativi, troviamo anche:

2. Shock: Il vampiro shock possiede i poteri dell’attenzione e dell’emozione. Il picco di adrenalina che induce, ti incolla a guardare. Ma anche in questo caso deve essere brand oriented, altrimenti la pubblicità, rimane più memorabile del prodotto o marchio stesso che si vuole promuovere. Per trasformare il potere dello shock da vampiro ad alleato, occorre quindi tenere conto di questi tre fattori: intenzionalità emotiva, coolness level ed emulazione.

3. Celebrity/Influencer: Le celebrità, come gli/le influencer, possiedono il potere virale del desiderio: appena le vediamo, desideriamo ardentemente essere in relazione con loro. Perché sono vampiri? Perché il rischio è che il brand diventi anonimo, un sottoposto della celebrità, grazie a cui quel marchio o prodotto viene ricordato. La comunicazione diventa virtuosa se il brand utilizza l’influencer come trascinatore di pubblico e non collettore, cioè se riesce effettivamente a convertire i fan del personaggio in fan del brand.

Un copywriting d'azione

Quando parliamo di comunicazione virtuosa e sana facciamo riferimento prima di tutto alle parole. In più occasioni abbiamo ribadito il potere della parola. Nel caso del marketing essa ha un ruolo potentissimo. Al copywriter è affidato un immenso potere: quello di trasmettere l’identità e l’obiettivo di un brand a un determinato pubblico.

Egli deve saper far emergere quello che c’è, l’anima di un brand e produrre dei messaggi che sembrano scritti da esso stesso e non da un terzo. Super potere di un copywriter è quindi, prima di tutto la capacità di ascolto e, in seconda istanza, la capacità di mettere da parte il proprio ego per arrivare dritto al cuore del suo target, stando vicino a lui, facendo leva sul suo mondo, bisogni e immaginario.

Grazie alla terapia suggerita dal dott. Copy possiamo comprendere quindi se il nostro brand è in salute o meno e da qui iniziare ad agire con una strategia efficace che valorizza la propria identità e rende il proprio messaggio davvero virale nel tempo.

Martina Cogliati

Content Creator

Content creator, appassionata di libri di crescita personale, scrittura creativa e yoga. Il digitale è la mia nuova sfida. Amo filosofare di tutto ciò che mi circonda, possibilmente davanti al mare.

68 9 39

Inserisci un commento