Employability

Le Branding Crazy Wall: storia del mio talento

Marcella Loporchio

Caro Doer,

questa è la storia del mio talento e di come sono riuscita a tracciarne il percorso di evoluzione, attraverso le Branding Crazy Wall.

Buona lettura.

Be crazy, be unique

Quante volte in passato mi sono sentita dire che ero matta. Crazy, in inglese.

Questo mi ha portato in certi periodi della vita, a vivere la mia personalità  e i miei sogni come un problema da combattere.

Da giovane e un po’ immatura non riuscivo a comprendere che l’unicità è invece un valore aggiunto. Solo con il passare degli anni ho imparato ad accogliere e valorizzare ogni sfumatura del mio essere e persino a farne un punto di forza.

Un percorso in continua evoluzione

Il cambiamento personale e professionale verso l’autostima e l’auto realizzazione è stato lungo e a dirla tutta non è ancora finito, ma oggi so che al centro di ogni accadimento ci sono io e la mia evoluzione.

Parlo a te giovane donna o uomo che mi stai leggendo, parlo a te madre o padre di famiglia, parlo a te mia o mio coetaneo, e voglio dirti che il processo non è stato affatto facile, ma unire i puntini della mia storia è qualcosa che ogni volta mi diverte e mi stupisce. E tutto questo grazie anche alle Branding Crazy Wall.

“Non puoi unire i puntini guardando avanti. Puoi unirli solo guardando indietro”
Steve Jobs

Alla ricerca degli indizi

Da grande appassionata di libri gialli e thriller quale sono, ho una sorta di deformazione e predisposizione nel raccogliere gli indizi che pagina dopo pagina mi portano a indovinare l’assassino. Ecco, andare a ritroso sulle tappe della mia carriera personale e professionale è un po’ la stessa cosa (senza un cadavere di mezzo, si spera). Non vedo l’ora del prossimo indizio e di conoscere la prossima persona che mi aiuterà a svelare qualcosa di nuovo su di me e i miei talenti.

Nel mio caso sono riuscita a “Unire i puntini” grazie a una tecnica ben precisa ideata da una donna che stimo molto. Lei è Micol d’Andrea e il suo metodo sono le Branding Crazy Wall.

L'incontro con le Branding Crazy Wall

Le Branding Crazy Wall sono entrate nella mia vita come una bella giornata d’estate, di quelle che “oh, finalmente ci voleva proprio”.

Finalmente avevo lo strumento adatto per gettare uno sguardo d’insieme sulle esperienze del passato, personali e professionali che a volte si intersecano in modi incredibili.

Ma di cosa sto parlando? Te lo spiego subito.

Stop. Osserva. Riavvolgi il nastro

Prenditi del tempo per stare un po’ da solo. Osserva dove sei ora: la persona che sei, il lavoro che fai, le tue relazioni ecc. Poniti questa domanda: come sono arrivato fin qui? Bene. Adesso visualizza come un rewind tutto ciò che ti ha portato qui.

Stop. Osserva. Riavvolgi il nastro.

Fissa su carta o su una pagina virtuale tutte queste tappe. Incolla ritagli di giornale, vecchie foto, il primo contratto di lavoro, qualsiasi cosa abbia creato dentro di te un ancoraggio per tracciare la tua strada. Fermati ancora e osserva. Ora tutto ha un senso.

In questo processo meraviglioso ti verranno in mente tutte le reti e le conoscenze, ti ricorderai di quei meccanismi che si sono innescati oltre le tue ipotesi e che hanno scatenato incastri insperati, di quelli per i quali ti trovi, dalla sera alla mattina, a vivere un’altra te e una vita un po’ più nuova.

Ritrovare la strada della propria unicità

Quello delle Branding Crazy Wall è un percorso che tutti dovrebbero fare alla ricerca del proprio talento, per esserne più consapevoli e trovare così un senso alla propria unicità. Unire i puntini del passato migliora il focus verso il futuro, permette di tracciare la “giusta direzione” che abbiamo perso tra i meandri degli standard, a volte inutili, che ci vengono posti dalla società.

Cambiare per essere se stessi, questo può essere un mantra da ricordare.

Uno strumento di employability

Ma come si possono conciliare le Branding Crazy Wall con la ricerca della propria occupabilità? Niente di più semplice: attraverso un bel dialogo con se stessi, con gli altri e alla scoperta di quelle idee, pensieri, immagini, concetti, lasciati nel cassetto per troppo tempo. Tutto prende luce in una nuova veste e, come se fossimo Neo in Matrix, iniziamo a decodificare l’impossibile e a distruggere mister Smith senza alcuno sforzo.

No, non è una favola a lieto fine perché, in questo caso, ognuno termina come e se vuole. E’ un esempio fattibile di un processo di analisi e crescita che parte dal passato, come dice Micol, per poi costruire il presente/futuro. Io dico che parte da ognuno di noi, dalla spinta alla volontà di partecipare attivamente alla propria vita e al proprio essere senza paura di pre/giudizi.

Per tutto il tempo in cui ti ho scritto, ho tenuto di fronte a me le mie Crazy Wall. Le guardo come un genitore orgoglioso di un figlio, che era e che sarà.

Da dove puoi partire? Beh, io ti dico che sono partita dai concetti di Diversity & Inclusion, ormai i miei cavalli di battaglia.

Marcella Loporchio

HR Business Consultant

Da quasi 30 anni mi occupo di affiancare la direzione risorse umane delle aziende per l’implementazione di piani di crescita, benessere organizzativo, strategie di comunicazione e gestione del cambiamento. Progetto moduli di formazione che puntano al miglioramento del performance management e organizzazione aziendale, attraverso una comunicazione efficace e l’uso di LinkedIn nelle aree di sviluppo personale, politiche del Lavoro e d’impresa. Un occhio sempre rivolto al diversity e al benessere organzzativo con creazione di percorsi interni ed esterni di inclusione attiva.

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