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Le città del futuro? Le piattaforme digitali

Martina Cogliati

L’anno 2020 ha segnato ufficialmente l’inizio della 4 rivoluzione industriale. Siamo entrati in un mondo che cambia alla velocità della luce, dominato dalla tecnologia e soprattutto dall’espansione delle piattaforme digitali che ad oggi hanno raggiunto un’importanza tale da essere considerate le nuove “piazze” cittadine. Questa nuova normalità a cui si sta andando incontro, porta con sé solo benefici o anche  rischi che spesso non riusciamo a calcolare? Noi di Rinascita Digitale, insieme ad altri professionisti di rilievo, abbiamo portato la nostra testimonianza in occasione dell’evento Città Trasversali , inserito all’interno del palinsesto della Milano Digital Week.

Le città: da luoghi fisici a luoghi digitali

Quando pensiamo alle piazze di una città, grande o piccola che sia, abbiamo in mente dei luoghi ben precisi: pensiamo al cuore pulsante dell’economia e al centro della socialità, della creazione e dello scambio culturale. Con l’arrivo della pandemia, le piattaforme digitali hanno soppiantato per necessità le piazze fisiche, diventando l’unica nostra finestra sul mondo. I luoghi digitali si sono trasformati in spazi di aggregazione, lavoro, formazione, business e sensibilizzazione. Lo abbiamo visto con lo smart working, la DAD, i webinar su Zoom, l’e-commerce ecc.

Questa rapida transizione digitale può essere potenzialmente propedeutica per il passaggio a una società più equa, sostenibile, in cui le idee viaggiano e prendono vita con più facilità, dove l’accesso alla cultura diventa più democratico e la formazione è facilmente fruibile e continua. Ma come ogni fenomeno, anche l’ascesa delle piazze digitali porta con sé delle grandi criticità.

La piattaforma digitale che punta sul capitale umano

La città non è solo il territorio, ma anche e soprattutto le persone che lo abitano. Rinascita Digitale è stato ed è un esempio positivo di piazza virtuale che ha saputo valorizzare il capitale umano, grazie alla trasversalità, alle potenzialità del digitale. Fino a prima della pandemia infatti gli eventi erano solo fisici e localizzati in precise città, concentrate per la maggior parte nel Nord Italia. Questo significava rendere più difficile per i cittadini di altre latitudini assistere all’evento e in un certo senso arricchirsi della sua bellezza. Il digitale invece ha permesso di raggiungere più persone, di distribuire più facilmente contenuti formativi di valore su tutto il territorio. Nel caso specifico, Rinascita Digitale ha avuto un approccio innovativo e propositivo al cambiamento iniziato con la pandemia e che ormai è inarrestabile. Permettere all’informazione e alla cultura di raggiungere un pubblico più ampio con piattaforme digitali intuitive è qualcosa che ha a che fare non solo con l’innovazione ma anche con la sostenibilità. Significa dare alle persone l’opportunità di migliorarsi, di ampliare le proprie competenze e di migliorare il business aziendale.

Stefano Saladino, Founder di Rinascita Digitale, ha sottolineato anche l’importanza di guardare alle nuove generazioni, di dare loro un futuro sostenibile come società e come aziende proprio attraverso il digitale.

I danni dell'event industry

Giulio e Nicola Nicoletti, Founder di 24Pr & Events hanno giustamente sottolineato il circolo vizioso che ha generato la pandemia nel settore degli eventi e che ha colpito in modo determinante l’economia e l’asset sociale delle città. Il ragionamento è semplice: se non mi sposto per andare a un evento, non prenoto nessun albergo, non mangio al ristorante, non faccio shopping ecc. Forse questo aspetto di riduzione e chiusura socio-economica della città è stato ben evidente a tutti con le immagini delle città deserte trasmesse in tv.

Un mondo ecologico e sostenibile

Meno afflusso di persone nelle città ha significato anche una drastica riduzione del tasso di inquinamento. L’eccessiva produzione procapite di rifiuti e le conseguenti emissioni di CO2 che determinano il rapido surriscaldamento terrestre. In occasione di Città Trasversali hanno portato il loro contributo sulla tematica Ottavia Belli, Founder di Sfusitalia e Katerina Mucci, Project Manager dell’European Youth Parliament. La tutela dell’ambiente passa attraverso le nostre abitudini di consumo. Il digitale ha sicuramente permesso di sensibilizzare in modo massivo su questa tematica e di creare dei momenti di aggregazione proprio in questo senso, soprattutto da parte delle giovani generazioni. Se le piazze digitali hanno fatto qualcosa di buono bisogna assolutamente rimarcarlo e anzi puntare al potenziamento di questa qualità.

Responsabilità: abilità di dare responso

Martina Cogliati

Content Creator

Content creator, appassionata di libri di crescita personale, scrittura creativa e yoga. Il digitale è la mia nuova sfida. Amo filosofare di tutto ciò che mi circonda, possibilmente davanti al mare.

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