Business Changing

Metaverse: che cosa è e come rivoluzionerà le nostre vite

Annalisa Nastrini

Questo articolo fa parte di Digital Innovation Journey, una pagina creata in collaborazione con Digital Innovation Days (DIDays). 

In principio era Second Life. Poi, a partire da quella rivoluzionaria intuizione, nel lontano 2003, i mondi multimediali, tridimensionali e condivisi hanno cominciato a proliferare on line, fino ad aprire scenari in cui lo spazio virtuale si riempie di senso reale.

Nelle ultime settimane stiamo sentendo molto parlare di Metaverse, il buon Zuckenberg gli ha dedicato tre dei suoi ultimi post su Facebook e il colosso di Menlo Park ha lanciato in questi giorni una preliminare funzione che ne prelude il lancio futuro. Stiamo parlando del Metaverso, termine apparso per la prima volta nel classico di fantascienza di Neal Stephenson del 1992 ‘Snow Crash’, e che Treccani, nel suo “lessico del XXI secolo’, definisce come uno “spazio tridimensionale all'interno del quale persone fisiche possono muoversi, condividere e interagire attraverso avatar personalizzati”.

Ma che cosa è nel dettaglio il metaverso? In che cosa si differenzia dai game e dai precedenti tentativi di realtà virtuale on line? Perchè il metaverso di Zuckerberg sarà una rivoluzione?

Da Second Life a Facebook Metaverse, cosa cambia

La potenza di Facebook, i suoi due miliardi di utenti, lo strapotere di Zuckerberg e dei suoi investimenti lasciano intendere che il nuovo progetto di Mark Zuckerberg sarà diverso da tutto ciò che è già on line, da Second Life a Roblox, passando per Sim City e Fortnite. Nelle scorse settimane, il fondatore di Facebook è uscito allo scoperto con un lungo post sulla sua pagina Facebook, in cui, parlando del futuro della sua azienda, delle sue potenzialità e delle sue evoluzioni, ha lanciato ufficialmente la sua prossima sfida, il metaverso per l’appunto, definendolo il futuro di Facebook e il successore di Internet mobile, “un ambiente virtuale in cui puoi essere presente con le persone negli spazi digitali, sei in grado di uscire, giocare con gli amici, lavorare, creare e altro ancora. Praticamente sarai in grado di fare tutto ciò che puoi fare su Internet oggi, ma anche altre cose che non sono attualmente possibili su Internet, come ballare. La qualità che definisce il metaverso è la presenza, che è quella sensazione di essere davvero lì con le persone o in un altro posto. La creazione, gli avatar e gli oggetti digitali saranno al centro del modo in cui ci esprimeremo, e questo porterà a esperienze e opportunità economiche completamente nuove”.

Cosa cambia nel concreto e in che modo è diversa l’esperienza on line possono già essere testate, in una forma embrionale, su Horizon Workrooms.

Horizon Workrooms, ed è solo l’inizio

La prima applicazione del metaverso di Facebook, presentata il 19 agosto da Mark Zuckerberg durante una conferenza stampa in realtà virtuale, è una via di mezzo tra i videogame che abbiamo già citato e le app esistenti di social networking in VR.  Workrooms nello specifico è stato pensato per venire incontro ad una esigenza reale, ossia il lavoro da remoto e le tante videoconferenze alle quali, a partire dal periodo pandemico, siamo costretti a partecipare. Secondo Zuckerberg, il principale utilizzo del metaverso in futuro sarà proprio legato all’ambito professionale e alla necessità di promuovere ed ottimizzare nuove forme di lavoro condiviso on line.

“Quando usi Workrooms – spiega Zuckerberg nel suo post Facebook  - ti sembra di essere davvero lì con le persone. Noterai che le conversazioni fluiscono in modo più naturale e raccoglierai segnali sociali che mancano nel video: persone che si girano per ascoltarsi a vicenda, gesti delle mani e audio spaziale per dare a tutti un senso del posto nella stanza. C'è anche una lavagna per il brainstorming, uno schermo in cui le persone possono fare una videoconferenza e un desktop virtuale tale da utilizzare il computer in VR. Horizon Workrooms è un ulteriore passo verso la realizzazione del metaverso”.

Non solo realtà virtuale. Una tecnologia che unisce aziende e persone

In questa prospettiva, il metaverso sarà una tecnologia in grado di migliorare la qualità della vita delle persone, agevolando la fruizione di luoghi e spazi, la condivisione, indipendentemente dai confini fisici e le distanze geografiche. Sarà accessibile da qualsiasi dispositivo e, in quanto esperienza totale e pervasiva, non avrà confini di accessibilità.

Un progetto che coinvolge solo Facebook? Assolutamente no. Lo stesso Zuckerberg sostiene che il metaverso richiede l’investimento e la partecipazione di un gran numero di aziende e di persone.

“Parte di ciò che ho imparato negli ultimi cinque anni è che non possiamo concentrarci solo sulla costruzione di grandi esperienze, ma dobbiamo anche assicurarci di aiutare a costruire ecosistemi in modo che tanti possano partecipare: dovranno esserci nuovi protocolli e standard, nuovi dispositivi e software, dai motori di rendering ai sistemi di pagamento e tutto il resto. Affinché il metaverso possa realizzare il suo potenziale, crediamo che dovrebbe essere costruito in un modo che sia aperto alla partecipazione di tutti”.

La stessa Microsoft ha parlato di recente della possibilità del lancio di prodotti e servizi e ha già in programma varie versioni degli HoloLens, con una piattaforma specifica di Windows e varie app di collaborazione che integrano reale e virtuale.

A tal proposito, il fondatore di Facebook ha parlato del metaverso come della massima espressione di tecnologia sociale.

Insomma, una rivoluzione che includerà aziende, produttori, brand, persone.

Se dovessimo trarre delle conclusioni dall’entusiasmo di Zuckerberg, dal numero dei suoi post, dal blasone delle altre aziende coinvolte e dall’impiego di risorse che si stanno investendo in questo progetto, crediamo proprio che sia il caso di prepararsi a qualcosa di grande.

Dopotutto ai progetti rivoluzionari, il buon Mark ci ha abituato da tempo.

Inserisci un commento