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Supportare le startup tra sostenibilità, etica e innovazione: il caso Incubatore SEI

Carla Congiu

Gli incubatori esistono per supportare le nuove start up nel cammino verso business sostenibili concreti e stabili, promuovendo così lo sviluppo economico di un territorio.

La necessità di attuare business sempre più sostenibili è ormai palpabile e soprattutto opportuno nel sistema economico che vogliamo e che vorremmo. È per questo motivo che nasce SEI (sostenibilità, etica e innovazione), un incubatore che accompagna la formazione di business sostenibili su un territorio solitamente abbandonato: le aree interne del Sud Italia.

È Vincenzo Vitale, Business e financial analyst e CEO incubatore SEI srl a parlarne con Luca Genovese e Stefano Saladino in una puntata della nostra trasmissione Business Changing.

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Cosa contraddistingue l’incubatore SEI dagli altri e su quali principi opera? 

PER UN’IMPRESA SOSTENIBILE

Dietro il fattore S, sostenibilità, non esiste un puro tentativo di essere mainstream, ma un fattore portante nell’accompagnamento delle start up verso un business sostenibile sul territorio in cui operano.

SEI ha un ruolo anche educativo durante la consulenza, precisamente un’educazione alla sostenibilità. Parte del suo lavoro è quello di guidare professionalmente la start up che non conosce e non ha un piano sostenibile, ad attuare un’analisi dell’impatto che la sua attività ha sull’ambiente, andando così ad apportarne delle correzioni. Uno dei principi a cui fa riferimento SEI è quello di ridare indietro alle generazioni future il territorio e le risorse che si hanno a disposizione ora.

"Se pensiamo alle antiche popolazioni dei nativi americani, uno dei loro motti più famosi ,che può fungere da esempio, era che loro ricevono la terra dai loro antenati, ma la prendono in prestito dai loro figli. Questo concetto era molto cristallizzato e molto consolidato nei popoli nativi americani”.

Luca Genovese

PER UN’IMPRESA ETICA

Dietro il fattore E, etica, esiste un preciso impegno: il benessere delle persone che lavorano per l’impresa e il rispetto di chi si affiderà ai servizi o al prodotto della start up.

Un business sostenibile passa proprio attraverso la tutela e la cura degli stakeholder, interni ed esterni.

Seguendo questo principio, SEI guida gli imprenditori a definire la loro idea di impresa anche per quanto riguarda l’aspetto etico e la condotta da seguire per sostenere un clima lavorativo giusto, equilibrato e sano. Per una futura azienda focalizzare energie sullo stato di benessere di chi collabora aumenta la reputazione positiva, valorizza le persone e diventa elemento attrattivo anche per chi in futuro vorrà lavorare per quella start up.

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UN’IMPRESA PER INNOVARE

Il fattore I, innovazione, sostiene e completa gli altri due fattori. Un’impresa che non guarda al futuro, non ha modo di mantenere nel tempo un business sostenibile.

Lo sguardo innovativo, oltre a portare avanti un’analisi di mercato e trend, deve essere performante nei riguardi delle generazioni future. In che modo? Definendo qual è l’impatto sul territorio e conoscendo e avendo cura delle nuove esigenze delle persone nel mondo del lavoro.

UN INCUBATORE PER FARE IMPRESA IN UN POSTO NON QUALSIASI

La scelta di SEI di esistere al Sud e prediligere aree interne non è una scelta qualsiasi, ma consapevole in quanto vuole essere contenitore e promotore di energie per emancipare un territorio abbandonato e non sufficientemente valorizzato.

Per rilancio delle aree interne abbiamo partire da creare impresa, da creare dei luoghi nei quali di giovani abbiano piacere a ragionare e pensare a ipotizzare delle idee e soprattutto abbiano la possibilità di poterle poi complete concretamente realizzare con dei team specifici quindi diverse professionalità complementari rispetto alle esigenze di una start up”
Vincenzo Vitale

SEI dunque si differenzia come incubatore d’impresa per la geolocalizzazione e per il forte senso di riscatto che vuole portare per le generazioni future. Non si può fare impresa se non ci si colloca in un piano dove si calcola e si ragiona sulla misura dell’impatto che si ha e se non si ha attenzione verso chi realizza e collabora per il prodotto o il servizio dell’azienda. 

Insomma, l’impresa del futuro è delle persone e per le persone che ci saranno.

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